Eni Plenitute: aumenti delle tariffe senza preavviso
Bollette senza comunicazioni preventive: continua la class action contro ENI Plenitude
Prosegue la class action promossa dalle associazioni dei consumatori Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Confconsumatori e iConsumatori nei confronti di ENI Plenitude. L’iniziativa punta a tutelare i clienti che hanno subito aumenti delle tariffe di luce e gas senza aver ricevuto comunicazioni preventive chiare e verificabili.

Secondo quanto segnalato da numerosi utenti all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, gli aumenti sarebbero stati scoperti solo al momento della ricezione della bolletta, senza che i consumatori fossero messi nelle condizioni di esercitare consapevolmente il diritto di recesso. Sebbene l’Antitrust abbia chiuso il procedimento accettando gli impegni della società, le associazioni ritengono tali misure non idonee a garantire una tutela piena ed effettiva dei diritti dei consumatori coinvolti.
“Gli impegni assunti da ENI Plenitude – spiegano i rappresentanti di Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Confconsumatori e iConsumatori – non coprono le violazioni derivanti dall’applicazione di modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali in un periodo in cui tali pratiche erano espressamente vietate dalla normativa vigente. Inoltre, non incidono sulla compressione del diritto di recesso né sulla natura delle condotte contestate”.
Resta pertanto aperta la questione della restituzione delle somme indebitamente percepite e del risarcimento dei danni subiti dagli utenti. La class action è finalizzata a ottenere il rimborso integrale degli importi addebitati illegittimamente e il risarcimento dei danni per i consumatori che hanno subito aumenti tariffari senza adeguata informazione.
I clienti ENI Plenitude che ritengono di aver subito aumenti nelle bollette di luce e gas senza aver ricevuto comunicazioni preventive possono presentare reclamo e richiedere informazioni sulle modalità di adesione alla class action rivolgendosi alle associazioni Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Confconsumatori e iConsumatori, attraverso i rispettivi sportelli e canali ufficiali.






Nel corso del 2023 un cittadino grossetano si era accorto che dal 2018 una società, alla quale non aveva mai firmato il consenso al prelievo sul conto corrente, era riuscita ad addebitargli 15 euro ogni bimestre. Il correntista aveva chiesto alla banca di revocare il Rid per il futuro e di restituire le somme già prelevate, ma l’istituto bancario aveva ostacolato la revoca del Rid e non aveva accettato di provvedere alla restituzione del denaro. Il risparmiatore si è rivolto così agli esperti di Confconsumatori Grosseto che, attraverso il reclamo, hanno ottenuto la revoca del Rid e hanno fatto approdare la questione all’Arbitro bancario.